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PESCASSEROLI

Pescasseroli è situata nel territorio dell’Alta Marsica a 1167 metri di altitudine. In Abruzzo è l’unico grande comune montano sviluppatosi all’interno di una pianeggiante conca naturale circondata dalle montagne dell’appennino marsicano. Pescasseroli, circondata da boschi centenari e montagne suggestive, colorata dai faggi e profumata dai piccoli fiori dei tigli è celebre per il suo inestimabile patrimonio naturalistico soggetto a tutela e protezione a partire dal 1922, anno della storica inaugurazione del Parco Nazionale d’Abruzzo che ad oggi comprende anche territori appartenenti alle regioni Lazio e Molise.

Nell'area sciistica sono presenti tre seggiovie (di cui una quadriposto ad agganciamento automatico, l' Orsa Maggiore, arriva a 1820 m vicino alla cima del Monte Vitelle; la seggiovia triposto arriva a 1800 m sul Monte Ceraso) e due skilift le quali servono belle piste di sci alpino per circa 20 km complessivi. Da segnalare la nera Direttissima che scende dal Monte Vitelle, con pendenze mozzafiato, alcuni varianti fuoripista, ma anche gli altri tracciati soddisfano gli sciatori di buon livello. Per i principianti sono a disposizione due skilift. E' presente anche un impianto di snowtubing, aperto tutto l'anno. Base strategica per innumerevoli escursioni di sci d'alpinismo o più semplicemente con le ciaspole. Le piste più interessanti per lo sci da fondo si snodano nella valle - altopiano di Macchiarvana, tra Pescasseroli e Opi con anelli battuti di km 5, 10, 20 e 30 circondati da fitte faggete.

NOTIZIE STORICHE

Pescasseroli

Testimonianza viva e concreta della più antica storia del paese sono i ruderi del castello comunemente chiamato Castel Mancino. Gli storici marsicani Febonio e Corsignani ritengono che l’antica città dei Marsi Plistia, distrutta dal dittatore romano Valerio Massimo nel 302 a.C., doveva trovarsi proprio dove oggi si possono osservare i resti del castello di Pescasseroli. Questa interessante e affascinante ipotesi però non può godere del sostegno di solide prove storiche e archeologiche. Si pensa che il primitivo agglomerato abitativo doveva sorgere a ridosso del castello, successivamente un nuovo borgo si sarebbe sviluppato a valle, intorno all’anno mille, attorno all’Abbazia di S. Paolo. Il paese insieme alla sua chiesa li troviamo citati per la prima volta in una bolla del 1115 di papa Pasquale II. Durante tutto il periodo medievale il paese è soggetto al patronato di varie famiglie appartenenti alla nobiltà dell’epoca: Borrello, Di Sangro e D’Aquino. Anche durante l’epoca moderna il territorio di Pescasseroli vede succedersi diversi possessori. Alla fine del XVIII secolo l’ultimo barone del paese,  Andrea Massa di Sorrento, vende le sue proprietà  ad un’emergente famiglia della nuova borghesia, i Sipari.

La famiglia Sipari la troviamo a Pescasseroli a partire dal 1600, dedita soprattutto ad attività riguardanti la pastorizia e la conciatura di pelli, con il tempo riesce ad accrescere notevolmente il proprio prestigio economico e sociale. Proprio grazie alla lungimiranza e all’iniziativa di un membro di questa famiglia, Erminio Sipari, Pescasseroli conosce un notevole sviluppo e vede cambiare la propria economia da una di tipo silvo-pastorale, ad una legata prevalentemente all’ambiente e al turismo. Dopo il periodo della grande crescita economica degli anni ’60 Pescasseroli  diventa una delle più apprezzate e scelte mete turistiche del centro Italia.

Luoghi d’Interesse

CHIESA SS PIETRO E PAOLO
l primo documento storico che attesta l’esistenza della chiesa Sancti Pauli è una bolla di papa Pasquale II del 1115. Prima dell’anno mille si pensa che la grande chiesa di S.Paolo appartenesse ad un complesso abbaziale presente a Pescasseroli e collegato probabilmente con quello di Montecassino o di S.Vincenzo al Volturno, ipotesi che però ad oggi non può essere sostenuta da alcuna prova storica.
Dopo il terremoto del 1349 che distrugge quasi completamente l’edificio, la chiesa viene riedificata seguendo i canoni dello stile tardo gotico abruzzese con volte e nervature a crociera. Nel 1579 un nuovo terremoto distrugge parte della facciata e l’abside. La canonica e la facciata vengono ricostruiti e sopra il portale principale viene collocata una finestra quadrangolare di stile tardo rinascimentale. Proprio in questo periodo al nome di S.Paolo viene affiancato quello di S.Pietro, ancora oggi la chiesa è dedicata ai due santi. Tra il XVII e il XVIII secolo gli interni dell’edificio vengono completamente modificati. Compaiono rivestimenti di intonaci e stucchi dorati tipici del gusto artistico del tempo; vengono inoltre costruiti nuovi altari di marmi pregiati lungo le navate laterali. Testimoni odierni della “fase barocca” dell’edificio sacro sono i due altari laterali di San Giuseppe e della Madonna Incoronata, l’altare maggiore e il coro di noce intagliato. Nel 1937 interventi di restauro tornano a far emergere l’antico stile architettonico del quattrocento.
Molto forte e sentita è la devozione alla Madonna Incoronata la cui effige è esposta all’interno della chiesa nell’altare posto a sinistra dell’altare maggiore. La statua rappresenta uno dei più belli esemplari della produzione artistica abruzzese medievale.
Ricordiamo che nel 1283 il Re Carlo d’Angiò concesse al feudatario del tempo Cristoforo d’Aquino una fiera da tenersi l’otto settembre, giorno appunto della festa della Madonna Incoronata.

Pescasseroli

PALAZZO SIPARI
Edificio dall’alto valore storico e culturale. Alcune delle figure legate alla storia del palazzo Sipari di Pescasseroli hanno una rilevanza notevole nel panorama della storia italiana. In questo palazzo ha vissuto ed operato Erminio Sipari, ideatore e fondatore del Parco Nazionale d’Abruzzo.
Ospiti della famiglia Sipari in questo palazzo sono state più alte personalità della reale casa di Savoia come ad esempio il principe Amedeo Duca d’Aosta e il Principe di Napoli, il futuro Re Vittorio Emanuele III. Inoltre nel palazzo il 25 febbraio 1866 nacque Benedetto Croce, sua madre Luisa Sipari per sottrarsi ai rischi della pericolosa epidemia di colera che in quel periodo aveva colpito Napoli e le altre grandi città italiane, decise di terminare la gravidanza nella casa dei suoi genitori morti qualche anno prima.

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